Corso Fagarè

Il borgo di Paganico è situato nel cuore della Maremma, fa parte del Comune di Civitella-Paganico e ne costituisce la frazione con il più elevato numero di abitanti.

 Sebbene le sue dimensioni non siano molto ampiee, questa cittadina ha conosciuto più di una fortuna nella sua storia; quella più grande è la sua posizione , definita a detta degli storici locali come  “strategica”, questo perché il borgo è situato su un piano di confluenza di più valli e vicino a centri di notevole importanza. Gli elementi che sono stiti costruiti in questo borgo per opera del Governo di Siena, hanno fatto si che venisse conferito al piccolo borgo l’appellatico di “città murata”, città tipica del periodo medioevale. 

Le mura delle città medioevali, come quelle di Paganico, davano un senso di protezione alla popolazione che abitava nel borgo, difendendoli dagli attacchi nemici che provenivano dall’esterno.

Veduta da Porta Senese

Il nome del borgo deriva dal termine latino “pagus” che indicava una circoscrizione territoriale rurale di origine pre-romana e in seguito romana, accentrata su luoghi di culto locale pagano prima e cristiano in seguito. 

Il nome “pagus” e la posizione originaria lungo un’arteria di grande comunicazione faceva supporre l’esistenza del borgo già in epoca romana a cui faveca capo la manutenzione della strada. A conferma dell’origine del  paese come “pagus romano” dobbiamo prendere in considerazione una leggenda:

“Si narra che nella località di Poggiarello esistesse un tempietto dedicato alla dea Mefite, oggetto di culto da parte della Popolazione circostante ….”

Oggi non abbiamo riscontri oggettivi sull’esistenza di tale tempietto, se però questo fosse esistito il nucle abitativo tardo-romano si sarebbe mantenuto fino al medioevo come centro di aggregazione religioso.

Nella metà del 1200, la Repubblica di Siena decide di costruire il borgo di Paganico, poiché tale borgo aveva la funzione di:

  • controllo militare lungo la strada che portava al mare, e tale funzione permetteva l’espansione della Repubblica senese nella Maremma;
  • la posizione strategica di Paganico sorge in una pianura circondata da colline di media altezza in cui confluiscono vari torrenti affluenti al fiume Ombrone; la sua posizione gli permetteva di rimanere più nascosto agli attacchi dei nemici;
  • Paganico garantiva a Siena sia lo sbocco sul mare, sia il commercio del sale;
  • la Dogana del Sale: Siena adibì una casa di Paganico come dogana e venne inserita nel sistema delle dogane. Il sale era considerato all’epoca come una moneta;
  • altra merce importante erano i cereali che dalla Maremma transitavano verso Siena, ma anche nelle zone limitrofe. Il borgo di Paganico era come un grande emporio, oggi possiamo avere testimonianze grazie agli scavi dai quali sono stati rinvenuti locali più o meno grandi che avevano la funzione di magazzini.

Paganico si sviluppa in maniera lineare seguendo un asse principale che va da nord a sud, all’estremo dei due punti sono state posizionate delle porte: Porta Senese a nord e Porta Grossetana a sud: questo costituisce il cardine più importante che in passato fu interamente fiancheggiato dai portici, ma che oggi sono conservati solo in parte. L’asse che va da est a ovest, è anch’esso caratterizzato dalla presenza di due porte: Porta Gorella a ovest e Porta Ombrone a est, di quest’ultima oggi abbiamo solamente pochi resti. Il punto d’incontro dei due assi era il centro del paese, in oggi abbiamo la piazza principale: Piazza della Vittoria. 

La cinta muraria di Paganico risale al XII-XIII secolo e costituisce il classico esempio di fortificazione medioevale. Tale cerchi è legato al sistema di difesa piombante, dalle alte mura venivano lanciati oggetti condundenti, acqua bollente e altro per difendersi dagli attacchi dei nemici; sempre nella cinta muraria possiamo trovare anche dei torrioni posti ai quattro angoli, sono di dimensioni maggiori e permettevano una maggiore difesa del paese dagli attacchi nemici. 

È proprio con un attacco  avvenuto nel 1555 che il Castelfranco di Paganico venne distrutto. Caduta la Repubblica Senese, il borgo di Paganico venne assediato dalle truppe imperiali mandate dal Capitan Marognano, il quale dopo tre mesi di assedio occupò il piccolo borgo mettendolo a sacco e a fuoco. I Paganichesi si difesero in ogni maniera, ma sul tramontar del sole dovettero arrendersi e le soldatesche trucidarono i valorosi difensori e tutti gli abitanti. Di questa carneficina ne è prova che ovunque si scava si possono trovare ossa umane, con questo possiamo desumere che Paganico è stato l’ultimo baluardo della Repubblica Senese a cadere e che la Balzana  venne definitivamente messa come simbolo di Paganico, ove i cittadini ben meritatamente e gloriosamente cantavano nell’ultima difesa: IL PAGANICHESE È PIÚ SENESE DI UN CITTADINO SENESE.

Dopo questo attacco Paganico ne ha fatta molta di strada, ha mantenuto la posizione strategica che gli ha “offerto” Siena, mantendolo così al centro di fitta rete di comunicazione.