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VI CENTOCHILOMETRI DELLA GRANOCCHIA: I PERCORSI

Si avvicina a grandi passi la VI edizione della Centochilometri della Granocchia, in programma per il 25 aprile 2017.

I percorsi sono molto simili a quelli dell'anno scorso (è nostra tradizione tracciarne di nuovi ogni due anni): le modifiche si limitano a una diversa ubicazione dei ristori e alla soppressione, per il lungo, della salita di Boccheggiano. In compenso, lungo e medio acquistano, dopo Civitella, il tratto Fonti-Lanzo-Impostino-Dogana, con una breve e ripida discesa dalla rotatoria del viadotto di Civitella fino al fosso Lanzo, un asuccessiva salita pedalabile nel bosco fino a Impostino (controllo e rifornimento idrico), un sali-scandi (più scendi che sali) fino a Dogana e Cannicci e rientro a paganico dalla provinciale del Cipressino. Il corto conserva invece il rientro diretto da Civitella attraverso la discesa del Cerrone.

 

Una novità, in realtà c'è, ma ...non è per tutti!

Quest'anno arriva un quarto percorso randonnée: i 204 km per 3950 mt di dislivello del tracciato extreme leveranno anche la voglia ai ciclisti più testardi: il nuovo percorso rando ricalca quello del medio fino a Impostino. Dopo il controllo e il rifornnimento idrico, i randonneurs prendono a sinistra per Fercole (e qui comincia il tratto non segnalato né assistito, proprio come piace ai veri randagi). Da Fercole, Pari e giù al Bagno di Petriolo; quindi ottocento metri di salita molto dura e deviazione a destra per Montepescini. Salita a strappi fino a Casciano di Murlo, superato il quale si raggiunge in breve il passo del Rospatoio. Discesa panoramicissima quasi ininterrotta fino a Buonconvento (si risale un po' per prendere Vescovado), breve pianella e quindi risalita lunga, ma pedalabile, per Montalcino. Ancora salita (breve) fino al passo del Lume Spento e quindi discesa al fiume Orcia. Attraversamento della provinciale del Cipressino e breve tirella per Castel Porrona. Evitato il borghetto (chi vuole, può comunque visitarlo: basta una minima deviazione di poche decine di metri in salita al 23%...), discesa e poi due chilometri scarsi di salita per Cinigiano. Ancora discesa per Granaione, svolta a destra per i Pianetti, ponte dell'Ombrone e l'ultima salita per Campagnatico. Discesa veloce alla complanare e rientro a paganico dopo breve pianella.

 

 

Il percorso della Centochilometri 2017 si articola anche quest'anno verso Roccastrada e le colline Metallifere, che segnano il confine tra le province di Grosseto, Siena e Pisa. Si tratta di un ambito meno nervoso del passato, per quanto sviluppato comunque sul terreno mosso dei piedi delle alture che chiudono a Nord la pianura maremmana.

Notevole è il dislivello che si registra soprattutto nel percorso lungo, per il quale si raccomanda di programmare una partenza sollecita.

Lasciato l'abitato di Paganico, si scaldano i muscoli imboccando la strada complanare, a seguire, pianeggiante nel bosco, quella del Tollero; superato il bivio della stazione di Roccastrada, il percorso accenna a salire offrendo i primi ampi panorami della giornata. La salita si fa via via più dura, restando comunque ben pedalabile, fino quasi a Roccastrada (rifornimento idrico). Senza entrare in paese, il corto scende per Civitella, mentre il medio e il lungo proseguono per Montemassi, imboccando una ripida discesa caratterizzata da curvoni aperti e veloci. La vista spazia adesso fino al mare Tirreno con le isole dell'arcipelago e, in lontananza, la Corsica: sarà bene però guardare la strada e fare attenzione alla velocità: a tratti la pendenza a scendere supera infatti il 10%!

I percorsi medio e lungo affrontano quindi una salita breve ma non troppo agile, e raggiungono l'abitato di Montemassi, famoso per la Rocca secolare che lo domina dall'alto. Attraversato il borgo, la salita prosegue un po' più dolce e ombrosa, fino al bivio di Meleta (I passaggio), dove si apre il panorama sul magnifico borgo di Roccatederighi.

La quota guadagnata e il bosco ininterrotto in cui a questo punto si entra dovrebbero assicurare molti chilometri di fresco: nel bosco si snoda infatti il breve saliscendi che porta a Tatti (paese anch'esso sovrastato dalla mole di un'antica rocca e sede del primo vero ristoro della giornata) e nel bosco prosegue il percorso con la salita al Cerro Balestro (m. 584 s.l.m.). Quindi una breve discesa (attenzione all'asfalto non perfetto) porta alla separazione dei percorsi medio e lungo.

Il lungo svolta a sinistra in leggera salita e lambisce Prata; quindi svolta a destra per Niccioleta, con bella discesa nel bosco. Dopo l'abitato, svolta a destra e inizio della salita a rampe da principio un poco dura, poi più dolce. Ormai in quota montana, si entra a Montieri per il meritato secondo vero ristoro. Quindi discesa veloce e – attenzione alla precedenza! – ritorno alla ex statale, fino a Gabellino, dove avviene il ricongiungimento con il medio.

Sceso da Cerro Balestro, il medio aveva preso infatti a destra e aveva raggiunto in breve il bivio del Gabellino, dove giunge anche il lungo proveniente da Montieri.

I percorsi medio e lungo, ricongiuntisi a Gabellino, riprendono uniti, in leggera discesa, di nuovo nel bosco. Salitella finale e, per la seconda volta, Meleta. Seguono saliscendi per Roccatederighi (attenzione in paese: svolta a sinistra segnalata come pericolosa) e Sassofortino (ristoro ...maiuscolo!). Quindi una discesa tecnica (prestare attenzione, alla fine, al dare precedenza a sinistra). Si sale a Roccastrada un poco tribolando e si raggiunge il bivio del Terzo (ricongiungimento con il corto).

Discesa veloce per il Quadrone, qualche chilometro lanciato in piana e salitella finale per Civitella Marittima (ristoro). Ancora discesa ripida (attenzione!), ponte del Lanzo e bella salita pedalabile fino a Impostino (rifornimento idrico); quindi bellissimo tratto finale con ampi panorami sulla val d'Orcia inferiore e sul Monte Amiata. Qualche saliscendi e inserimento finale nella provinciale del Cipressino (prestare attenzione), con rapido rientro a Paganico.

 

Qualche suggerimento tattico, per chi non ha familiarità con il percorso: si tratta di un percorso collinare ampiamente pedalabile, con dislivello ben distribuito e senza veri strappi di pendenza. Si presta pertanto a una granfondo di apertura di campionato: chi non è abituato al clima di queste parti, proverà la gradevole sensazione di pedalare in un contesto quasi estivo (grandine permettendo!).

La prima frazione di percorso è in piano se nza esposizione al vento: sono una decina di chilometri utili per scioglimento. Poi si sale, prima dolcemente, poi in maniera un po' più netta. In tutto questo tratto, fino al bivio di Roccastrada può essere utile pedalare in piccola formazione. Dal bivio di Roccastrada comincia una discesona non particolarmente tecnica, chiusa, in fondo, da qualche chilometro di piana. Poi salita, prima duretta, dopo più dolce. Da Meleta bel tratto facile nel bosco, fino a Tatti. Dopo il ristoro comincia la prima salita di vera selezione.

Fonte: www.valdombrone.com